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Società Filarmonica
Pontremolese fine '800 |
Pontremoli vanta antiche tradizioni musicali. Non è difficile,
sfogliando carte d’archivio di diverse epoche, imbattersi
in gruppi di suonatori pronti ad intrattenere il pubblico, con
strumenti d’ogni genere, in occasione del passaggio di un
famoso condottiero, di un governante o pronti a sfilare in corteo
sia per una processione sia per qualsiasi avvenimento in grado
di suscitare interesse.
Tuttavia si può cominciare ad intravedere l’esistenza
di una “banda”, se con questo termine si vuole identificare
una formazione collettiva organizzata, solo nel XIX secolo.
Un prospetto degli anni ‘trenta dell’ Ottocento riporta
informazioni sulle bande di Pontremoli, Fivizzano e Bagnone. Nelle
osservazioni si dice che una formazione musicale pontremolese,
composta da 31 soci, esisteva già sin dal 1832 però
senza titolo o concessione legale.
Fu “verbalmente” ammessa dall’autorità
governativa di quel tempo ma, a causa della mancata osservanza
delle regole vigenti , “andò in oblìo”.
Si dice che “funzionò in alcune circostanze a guisa
di banda”.
Quel primordiale complesso bandistico si dava “premura per
ricomporsi e completare” dopo di che si sarebbe rivolto
al “Buongoverno” per ottenere una esistenza “propria
e legale”.
Lo stesso storico Emanuele Repetti avvertiva, nel suo Dizionario
stampato nel 1841, che a Pontremoli esistevano “un’Accademia
Filarmonica sotto il titolo poetico dei Risorti Apuani ed una
banda civica di dilettanti”. Alcuni manoscritti degli anni
‘quaranta indicano una possibile “riattivazione”
del sodalizio in questione.
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Società Filarmonica
Pontremolese 1902 |
Essendo la storia della banda musicale pontremolese “meravigliosa
e complessa”, come titola la recente pubblicazione (1997)
del maestro Armando Chiodi, si può comunque ritenere come
data d’eccezione il 1848.
In quell’anno la banda fu certamente attiva ed in grado, grazie
all’impegno profuso da musicanti di comprovata esperienza,
di aprire una stagione fruttuosa e ricca di soddisfazioni.
Nel 1848 infatti la banda pontremolese fu impegnata almeno in tre
occasioni prestigiose: per i festeggiamenti organizzati dopo l’allontanamento
della guarnigione parmense (28 marzo); per accogliere festosamente
Vincenzo Gioberti che, come afferma lo storico Manfredo Giuliani,
pernottò a Pontremoli presso l’Albergo del Pavone (18
maggio); infine per rendere onore al Granduca di Toscana Leopoldo
II che, in visita alla città, fu ai primi di luglio ospite
di Palazzo Bocconi (5-7 luglio).
Maestro del sodalizio musicale era Pietro Giovanni Parolini, il
celebre compositore pontremolese che, direttore dell’Orchestra
filarmonica dei “Risorti Apuani”, aveva avuto l’onore
di vedere rappresentata al Teatro della Pergola di Firenze nel 1819
la sua opera “Ifigenia in Aulide”. Negli anni Cinquanta
del XIX secolo sorse, a seguito di un accordo tra l’Accademia
della Rosa e il Comune, una vera e propria scuola di musica che
nei primi anni fu retta dal M° Giovanni Casali, già direttore
d’orchestra a Lucca.
Da un Regolamento del 1863 approvato in consiglio comunale si evince
che i soci del sodalizio (denominato Banda Nazionale di Pontremoli)
si dividevano in “filarmonici contribuenti”, “filarmonici
gratuiti”, “non suonatori contribuenti” e “non
suonatori gratificati”.
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Unione Musicale Gioacchino
Rossini |
Parolini fungeva da maestro compositore e riduttore, mentre Giovanni
Casali da maestro direttore; i musicanti erano una ventina. Il
regolamento fu variato, con qualche polemica, nel 1869 e, successivamente,
nel 1877.
Negli anni ‘70 su impulso di Don Giovanni Giannetti di Colle
Val d’Elsa si era formata una fanfara con giovani provenienti
da bande reggimentali e con suonatori dilettanti locali; essa
cessò la sua attività dopo poco tempo.
In quegli anni gestiva la pubblica scuola di musica il parmigiano
m° Giacomo Pelati che, poi direttore della banda, era stato
professore nell’orchestra del Regio di Parma.
Nel 1884 sorse la “Società Filarmonica Pontremolese”
su iniziativa del Circolo Operaio di Mutuo Soccorso (Presidente:
Enrico Bresadola; Maestro: Vincenzo Crescini) che negli ultimi
anni del secolo riportò, sotto la guida di Daniele Zucchi
Castellini, numerosi successi in concorsi musicali a La Spezia.
All’inizio degli anni novanta un certo Bertei di Casa Corvi
diede vita ad un complesso bandistico denominato “Banda
Bertei” che egli stesso diresse e che subito entrò
in competizione con la Filarmonica a causa delle opposte idee
politiche.
“Con l’andar dei mesi e degli anni la tinta politica
delle due bande si accentuò - scrisse l’acuto cronista
Luigi Campolonghi - appoggiandosi la Bertei al Vescovado e alla
farmacia del clericale Buttini, sotto il Campanone, e la Filarmonica
ai reduci delle patrie battaglie e alla farmacia del liberale
Rossi” Nel 1893 la “Bertei” divenne la “Nuova
Lega Musicale” ma la partenza verso la Terra Santa del suo
fondatore, mai tornato in patria, ne causò lo scioglimento.
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Società Musicale
Giuseppe Verdi |
Agli inizi del nuovo secolo (1906) giunse a Pontremoli,
chiamato da Mons. Angelo Fiorini, Don Francesco Omegna: egli fondò
la “Banda dell’Oratorio Festivo”, fanfara che
diresse in collaborazione con Don Nicolao Praglia e nella quale
confluirono i musicanti della disciolta Banda Bertei. Organizzatasi,
la fanfara cambiò nome, prima in “Banda Cattolica Giuseppe
Verdi” e poi in “Società Musicale Giuseppe Verdi”.
Il vero artefice delle fortune di questa formazione, che prese a
tutti gli effetti il posto della Banda Bertei, fu il M° spezzino
Raffaele Romano.
Purtroppo la storia di questi anni parla di sberleffi, sfottò
ed aggressioni, non solo verbali, tra le due formazioni musicali
presenti in città. E se per un certo periodo fu la Filarmonica
a prevalere dal punto di vista tecnico, è pur vero che nel
famoso Concorso di Viareggio del 1912 la “Verdi” conquistò
la seconda piazza a pari merito con la banda di San Miniato, mentre
la “Filarmonica” si classificò solo quinta. Lo
scarseggiare di musicanti portò al tentativo di unificare
le due bande. La cosa riuscì nel 1918 quando fu fondata l’
“Unione Musicale Gioacchino Rossini”, che suonò
sotto la direzione del Maestro Romano.
L’unione durò pochi anni fin quando,
in occasione dell’inaugurazione di un gagliardetto fascista
(1922), i musicanti provenienti dalla Filarmonica si rifiutarono
di aderire; quelli della Verdi parteciparono formando una “Sezione
Dissidenti”. Ci fu una rappresaglia dei fascisti che occuparono
la sede della Filarmonica, la quale, per protesta, sospese ogni
attività sino al 1924 per poi riprenderla con enormi difficoltà
fino a sciogliersi definitivamente.
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Musica Cittadina 1947 |
Rimase la “Rossini”, alla quale tornarono
alcuni musicanti dell’altra formazione; essa visse di alterne
fortune: dalle vittorie negli anni ‘30 nei concorsi di Carrara
sotto la direzione del M° Simeone sino alla inesorabile scomparsa,
negli anni della guerra, dovuta alla continua discordia tra i musicanti.
E’ di questo periodo una curiosa vicenda che fa riassaporare
il clima dell’epoca: l’ex-sindaco socialista Pietro
Bologna fu schiaffeggiato dai fascisti in piazza per aver osato
applaudire la Filarmonica in occasione dell’inaugurazione
del Monumento ai Caduti in Piazza Vittorio Emanuele II (20 settembre
1924).
Gli anni che seguirono la Liberazione significarono
ricostruzione per il paese e ripresa per la banda cittadina. La
formazione bandistica che si ricompattò con i musicanti presenti
sulla scena era presieduta da Giuseppe Ferraris e venne diretta
dal maestro Antonio Moscatelli fin quando quest’ultimo non
dovette rientrare nella banda della Marina Militare. L’intervento
dell’amministrazione comunale fu determinante per lo scompiglio
che si era venuto a creare a causa della direzione vacante. Un comitato
provvide alla stesura del nuovo statuto. La società prese
il nome di “Musica Cittadina Pontremoli” (presidenti
in successione: Mario Nadotti, Primo Fugacci e Quinto Savi) e fu
diretta dal cav. Dialto Rabuffi. Presidente divenne poi Angelo Triani.
Sotto il suo impulso e sotto le direttive del M° Alessandro
Senatore la banda, divenuta “Corpo Musicale Pontremolese”,
riacquistò vigore.
Il 1° Premio “Città di Fivizzano” (1970)
e la partecipazione a manifestazioni in città come Roma,
Firenze, Follonica, Magenta nonché all’Isola d’Elba
ne sono la dimostrazione lampante.
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Corpo Musicale Pontremolese
anni '70 |
Una nuova controversia sull’ organizzazione
interna portò ad una frattura che, inizialmente considerata
irrisoria, si rivelò insanabile.
L’amministrazione comunale richiamò in assemblea nel
1977 tutti i musicanti per stabilire una nuova forma sociale. Tornò
la denominazione “Musica Cittadina Pontremoli”. La conduzione,
secondo quanto stabilito, sarebbe stata gestita dai suoi componenti
con l’apporto del Sindaco come membro di diritto. Primo presidente
del nuovo corso fu Giorgio Moscatelli; primo direttore fu Arnaldo
Maloni, cui seguì Giovanni Iannuberto.
Nel 1980 divenne Presidente Mauro Fugacci.
Con Fugacci e con Nicola Orioli (1981), il piccolo grande maestro,
si è aperta una nuova era per la Musica Cittadina Pontremoli.
Val bene sottolineare che a partire dal 1978 diversi strumentisti
pontremolesi si sono iscritti e poi diplomati presso il Conservatorio
musicale di La Spezia (ora “Giacomo Puccini”) ed hanno
così notevolmente arricchito, con l’ esperienza maturata,
il complesso bandistico locale portandolo, col tempo, a livelli
eccelsi.
La banda, pur confrontandosi con formazioni musicali di tutto rispetto,
ha conseguito successi rilevanti: 1.a classificata alla “VII
Rassegna Bande popolari Città di Arezzo” (1983) e 1.a
classificata al “IV Concorso Città di Scandicci”
(1992).
E’ apparsa più volte in trasmissioni televisive (circuiti
Rai e Tmc) ed ha persino varcato i confini nazionali portando la
sua musica a Parigi, Ingolstadt e Bruxelles.
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Musica Cittadina Pontremoli
anni '80 |
Continua, sulle orme di Nicola Orioli, il M°
Riccardo Madoni il quale, subentrato nel 1992 nella direzione artistica
del sodalizio musicale, propone un repertorio moderno adatto ad
una banda che tende lo sguardo al futuro pensando ai giovani e che
è al contempo consapevole di avere un dignitoso patrimonio
storico da salvaguardare.
Da segnalare la partecipazione al 14° Concorso internazionale
di Brno (1994), al 2° Festival Bandistico Europeo Città
di Genova (1997), nonché a raduni in diverse regioni italiane.
Da evidenziare altresì i gemellaggi stretti in questi ultimi
anni con le realtà bandistiche di Sondrio, Oderzo, Offida,
Treia e Meda.
Una particolarità: “Pontremoli”, l’originale
inno cittadino uscito dalla penna del pontremolese Abele Tozzi,
da tempo viene eseguito sulle piazze chiusura di concerto.
A causa della chiusura della sede in via Mazzini,
per destinazione ad altri utilizzi, la Musica Cittadina Pontremoli
ha subito diversi cambiamenti di recapito. Dapprima il teatro “La
Rosa”, quindi nelle stanze dell’ex Marello dopo che
nel teatro sono cominciati i lavori di ristrutturazione.
In seguito le sono stati affidati i locali dell’Ospedale Vecchio.
Dopo aver subito un furto dovuto alla scarsa sicurezza della struttura
l’associazione si è trasferita presso l’ex convitto
“Leone XIII” in via Tellini nel centro di Pontremoli fino al 2009.
L'attuale sede è tornata ad essere l'ex opsedale "S.Antonio" edificio interamente ristrutturato dove tuttora risiede assieme all’Associazione Musicale Lunigianese
(diretta da Stefania Gussoni e composta da una équipe di
insegnanti diplomati al conservatorio), la moderna scuola di musica
che, costituitasi nel 1990, propone corsi di canto, pianoforte,
chitarra e ad orientamento bandistico, seguìti da una settantina
di allievi.
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Musica Cittadina Pontremoli
anni '90 |
Da Pietro Giovanni Parolini a Riccardo Madoni
è passata tanta acqua sotto i ponti; molti uomini di buona
volontà si sono succeduti nel corso di questi centocinquant’anni
nelle varie formazioni bandistiche. Non sono mancati screzi o diversità
di vedute, tuttavia quanti hanno prestato il loro impegno, da semplici
appassionati a diplomati, lo hanno fatto per far risuonare “insieme”,
nelle varie piazze, le musiche più disparate e per accompagnare
le funzioni più svariate, facendo conoscere tradizioni e
cultura del territorio. La storia insegna che fior di musicisti
come Mozart, Beethoven, Verdi, Cherubini, Spontini, Mendelssohn,
Wagner, Schoenberg, Strawinskij, Varèse, solo per citarne
alcuni, hanno scritto opere per fiati e complessi “bandistici”
, sentìti, questi ultimi soprattutto, non solo come particolari
veicoli di divulgazione della tradizione musicale, debitamente rivisitata
e trascritta, ma anche come espressione vivace di una genuina ed
incontaminata sensibilità artistica, non mediata da sterili
compromessi di “cartellone” e repertorio. In tale direzione
la riscoperta di una nuova “banda”, attuale e modernamente
indirizzata, sembra essere alla base della creatività di
alcuni compositori contemporanei (Lijnshoothen, Crepin, Lancen ad
esempio) affermatisi attraverso la realizzazione di un originale
e peraltro complesso repertorio musicale, esclusivamente pensato
per questo particolare insieme strumentale. Nonostante ci sia ancora
molto da fare gli scopi sono ben definiti: lo studio serio e disinteressato
della musica, il piacere per la pratica strumentale, unitamente
al desiderio dello “stare insieme” rappresentano, oggi
più che mai, la vera ricchezza di quel “colto”
dilettantismo, di settecentesca memoria, inteso contemporaneamente
come mezzo d’espressione ed obiettivo principale di una società
sensibile e civilmente “ordinata”.
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Musica Cittadina Pontremoli anno 2005 |
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